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fallimenti

 

 

Da "Leggere Lolita a Teheran", di Azar Nafisi:

"...definizione [...] che Lambert Strether, il protagonista degli Ambasciatori di James, usa per descrivere se stesso alla sua amica del cuore, Maria Gostrey: "Io sono un fallito coi fiocchi." [...] e vuoi sapere lei come risponde? "Grazie al cielo. Per questo la stimo tanto! Qualunque altra cosa al giorno d'oggi sarebbe orribile. Si guardi attorno, guardi la gente di successo. Vorrebbe essere uno di loro, onestamente? Del resto", continuò, "guardi me". Per un attimo i loro occhi si incontrarono. "Capisco", rispose Strether. "Anche lei si tiene fuori". " "La superiorità che lei scorge in me" convenne Miss Gotrey "annuncia la mia futilità. Se sapesse," sospirò "i sogni di gioventù! Ma sono le nostre realtà ad averci avvicinato. Siamo compagni d'arme sconfitti".
 
Sento spesso la stanchezza delle mille cose che ho fatto, dei mille tentativi, delle mille strade.
E mi chiedo: ma questo ha qualcosa ha che vedere con i miei sogni?
E’ forte la tentazione di dire: si. Ma in realtà, non credo.
Il sogno è qualcosa che alberga dentro come un’immateriale essenza che gustiamo dolcemente noi soli, nei nostri luoghi più reconditi. E’ un desiderio e un rivelarsi dell’anima, qualcosa che ha poco a che vedere con il successo.
La realizzazione di un sogno non è la vincita di un premio che ci conferma noi stessi.
La realizzazione di un sogno non è, invece, afferrare l’essenza del sogno stesso?
Eppure “realizzare un sogno”, nel linguaggio comune, vuol spesso dire: raggiungere una meta, un traguardo, un obiettivo che si concretizza spesso in un risultato. E spesso, pur di farlo, il sogno si perde strada facendo. Nel senso che si corrompe, cambia, diventa altro e con lui cambiamo e ci “corrompiamo” anche noi.
Oppure, non raggiungere il traguardo significa, per molti di noi – sentirsi falliti, perdenti, sconfitti. Insomma: abbandonare il sogno.
Sogni ci vengono venduti in milioni al secondo. Ovunque. Cinema, tele, riviste. Ma non solo.
La cultura della realizzazione permea ogni dove: i luoghi di lavoro e quelli di partecipazione sociale (partiti, sindacati, associazioni). Vincere, contare, far pesare, ottenere: è tutto.
 

 

Pubblicato il 27/10/2009 alle 12.37 nella rubrica Diario.

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