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Eventi pre elettorali nell'era-berlusconiana

Il voto, oggi, non è più un diritto e nemmeno un dovere; e nemmeno, come ai "bei" vecchi tempi della DC, uno strumento per ottenere "il favore"...
no. Il voto, oggi, è una "cortesia", una gentilezza che l'elettore ha la possibilità di esercitare nei confronti di questo o quel candidato. Dai votami, così divento famoso. Dai, votami, così, se esco, il capolista mi trova il lavoro. Dai votami, 'chè so'na bella figliola. Dai votami, che ti costa?
esco di casa in incognito... viale dante è la via dei comitati elettorali, costituiti e non...
800 candidati in una città di poco più di 70000 abitanti...
si sono candidati tutti, ovunque...
amici di scuola e ex fidanzati preistorici di cui da lungo tempo uno aveva dimenticato pure le fattezze, ti puntano da 5-600 metri di distanza, sfoderano un sorriso sgargiante e ti vengono incontro a braccia aperte: "carissima!!!" "bellezza mia!!!", ecc.ecc.
da un lato, la massa informe dei "dilettanti" della politica, i candidati per caso, in cui c'è di tutto, per tutti i gusti; gli a-coscienti, politicamente parlando, per cui la candidatura diventa un tentativo di
 mobilità sociale, di acquisizione di un posto nel mondo-lo stesso che la società dovrebbe consentire attraverso i normali percorsi (studio-lavoro-spazi sociali) e che in realtà non consente, perchè BLOCCATA, si tenta di raggiungerlo allora tramite "altre vie";
e allora, come la tv dei reality, la "candidatura" diventa "un modo per farcela", per diventare qualcuno...
e così, la politica, da "arte di governo della città" si trasforma in contenitore di ambizioni negate per chi in realtà di politica sa ben poco e tantomeno ha voglia di sapere...

dall'altro lato, i professionisti della politica: freddi, inamovibili, ghignanti, disinvoltamente trasformisti - loro sanno quel che fanno - e come fossero un unico con mille volti, esprimono sempre una sola cosa: IL POTERE PER IL POTERE.

In tutto questo, naturalmente, verrebbe voglia di non andare a votare. Ma sinceramente non credo sia la strada giusta. Cercherò bene, tra quegli ottocento candidati, qualcuno che credo possa meritare fiducia. Ci sarà di sicuro. E amaramente, so, che quel qualcuno conterà ben poco, anzi nulla; come so che in politica chi fa "protesta per la protesta" o "testimonianza" non fa praticamente NULLA. Tuttavia, è il compromesso più dignitoso che riesco a trovare con me stessa, sperando che passi in fretta, questo tempo.


Pubblicato il 18/5/2009 alle 9.29 nella rubrica Diario.

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