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Liberate Eluana, liberate la democrazia!

Il silenzio, sarebbe stata la cosa più civile e dignitosa, comunque la si pensasse.

Ma i tempi, evidentemente, sono altri. E così ci ritroviamo, in un paese socialmente lacerato, politicamente instupidito ed economicamente atterrito, a discutere di una vicenda dolorosa con toni da crociata ideologica, eccessivamente alti, fuori misura, fuori sensibilità, fuori luogo.

 

Eluana, ancora una volta, è ostaggio.

E’ stata ostaggio del suo corpo inerme, martoriato, che ha ceduto sé stesso a una fatalità tragica - è stata ostaggio per diciassette lunghi anni.

Papà Beppino ha condotto una battaglia per liberarla. Una battaglia di civiltà, ed è per questo che lo considero un Eroe civile: perché ha scelto, Beppino Englaro, responsabilmente, di non sottrarre né al diritto né all’opinione civile e politica la volontà sua e di Eluana. La sua battaglia avrebbe dovuto concludersi - in un paese civile - con l’accettazione di quanto stabilito dalla sentenza della Cassazione, che si fosse d’accordo o che non lo si fosse.

 

E così, Eluana è di nuovo ostaggio. Condannata a vivere? Forse. Chi di noi, comunque la pensi, può mai pensare di essere in grado di definire cosa è la VITA in un essere umano? Si può elucubrare, credere, infervorarsi, razionalizzare - ma chi può mai avere certezza? In tal caso, non si può che tentare di raggiungere un ragionevole compromesso nel rispetto del diritto e della laicità, poiché in uno Stato laico e di diritto viviamo.

 

Eluana, perciò, è ostaggio di un Paese malato e inconsistente. Incapace di riconoscere sé stesso, incapace di guardarsi, incapace di definirsi. Un paese in cui il Primo Ministro può affermare che la carta costituzionale, quella che ci ha fondato come democrazia, nata dallo straordinario e irripetuto sodalizio politico e civile delle forze che avevano liberato il paese dall’orrore nazi-fascista - socialisti, democristiani, comunisti, liberali, repubblicani, e altri - è stata forgiata sull’esempio della Costituzione dell’Unione Sovietica  e può affermarlo senza che, questo sì, susciti sdegno in ogni ambito, politico e civile, di destra o di sinistra: questo è un Paese disfatto, disgregato.

 

Liberate Eluana, liberate la democrazia!

 

 

Pubblicato il 9/2/2009 alle 10.22 nella rubrica Diario.

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