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Alternative

Sul Manifesto del 27 novembre scorso, Guido Viale scrive che bisognerebbe avere il coraggio di non sovvenzionare più il settore dell'auto, divenuto ormai a suo parere un pozzo senza fondo che divora risorse pubbliche senza aiutare nè l'occupazione nè l'ambiente. Le auto sono ormai troppe e i soldi dati al settore non fanno che distrarre investimenti sulle energie alternativi verso cui la transizione è oramai inevitabile.
L'automobile, scriveva Vittorio FOA, è stata una grande conquista di civiltà. E come non essere d'accordo? Per non parlare dell'immaginario culturale sviluppatosi sul mito dell'automobile come strumento di libertà (penso soprattutto al Kerouac di ontheroad, al mito di una vita maledetta e libera che ha influenzato generazioni, culture, artisti, uomini e donne comuni-anche inconsapevomente!).
Credo però siamo ad un punto di non ritorno, e sarebbe ridondante spiegare il perchè.
In particolare, penso che una terra come la Basilicata avrebbe ogni potenzialità per tentare la via di uno sviluppo "alternativo" almeno su temi come lo sviluppo urbanistico, la mobilità, l'architettura urbana.
Purtroppo, non credo che il piano di riqualificazione urbana di Potenza, ad esempio, sia partito da un'idea del genere. Oltre al fatto che continuo a non spiegarmi il perchè di brutture gratuite come ad esempio la nuova faccia di piazzale delle Regioni. Ma questa è un'altra storia.

Pubblicato il 3/12/2008 alle 12.1 nella rubrica Diario.

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