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Ritratto di Signora (ovvero sulla solidarietà femminile e sulle pari opportunità, ovvero sui pezzenti della politica)

 Il suo nome non posso farlo, ma credetemi, Lei è davvero una Signora.

La incontro stamattina, io diretta verso l’ufficio, lei verso il tavolo della presidenza di un importante consesso. Ciao ANNA, mi fa. Ciao, le rispondo.

E ripenso al suo singolare e rapido percorso: da oppositrice tout court e paladina del libero pensiero (Kraus=la libertà ce l’abbiamo ora ci vorrebbe il pensiero) a rampante dirigente in carriera, cane da guardia dell’ortodossia e della tutela della sacralità dei nomi e dei simboli.

Osservo, non potendo fare a meno di girarmi e seguirne il passo cadenzato e fiero, il suo tailleur gessato rosso sangue e la messa in piega fresca di bigodino. E ripenso alle tante volte in cui, prima del decollo, ovvio, l’ho osservata pensando che mi ricordava tanto la mia povera nonna in quei giorni di settembre dediti alla lavorazione dei pomodori e della salsa.

Penso, inoltre, ai recenti e sanguigni suoi interventi a difesa delle pari opportunità e delle donne.

Rifletto, inoltre, sul fatto che, ovviamente, questo suo rapido mutar di pensiero e d’attitudine è avvenuto, casualmente, ovvio, in coincidenza con il suo ingresso all’interno dei dirigenziali assetti.

E concludo, infine, che se si candiderà, io la voterò.

Dopotutto, ognuno si merita i governanti che ha.

Pubblicato il 4/7/2007 alle 9.56 nella rubrica Il Rospo.

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