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Siate libere!



non amo la retorica

in particolare, non amo la retorica al femminile… quella delle pari opportunità, delle quote rosa, delle commissioni di parità… ecc. ecc.

oggi, quindi, sparerò a zero e sarò politically un-correct

scusate, ma ritengo che oggi la questione della condizione femminile non sia più quella degli anni 70, in cui nulla era scontato, proprio nulla e bisognava conquistare tutto, o quasi…

credo sinceramente che il movimento femminista in quegli anni abbia prodotto una rivoluzione culturale vera e autentica di cui ancora oggi noi tutte possiamo godere i frutti

ma ora, è un’altra storia

oggi essere donne, nella società occidentale, ricca e consumistica, può voler dire anche altro

certo, c’è la condizione delle tante, troppe, donne violentate, sfruttate, precarie, disoccupate: vittime, insomma...

credo ANCHE, però, che un’immagine fortemente simbolica, significativa del nostro tempo è quella della soldatessa torturatrice di ABU GHRAIB

una donna carnefice non più portatrice di vita ma di morte

una donna che veste panni storicamente MASCHILI e che utilizza lo strumento tradizionalmente utilizzato dagli uomini, la violenza, per la sopraffazione del più debole...

insomma, voglio dire, che oggi la donna può scegliere!

non qualsiasi donna, certo, ma molte sì...

possono scegliere, in particolare, le donne dei partiti e dei sindacati: se adottare la logica maschile che è quella del POTERE da conquistare a qualsiasi prezzo o preferire la solidarietà, l’umanità, la SORELLANZA; se vendere sé stesse AGLI UOMINI in cambio di una poltrona o di un ruolo o essere, invece, LIBERE; se accorgersi delle difficoltà delle altre o, perché no, degli altri, o far finta di niente pur di rimanere dove si è.

Io credo che il patrimonio più prezioso delle donne sia quello che la nostra condizione storica e biologica ci ha donato: la capacità di essere UMANE, GENEROSE, di ragionare col CUORE, oltre che con la testa, di essere SAGGE, FRAGILI, EMOTIVE, la capacità di DONARSI, di ACCOGLIERE, di SOGNARE, di COMPRENDERE, di SAPER ASCOLTARE, di SAPER ABBRACCIARE, di SAPER SBAGLIARE, prima, e  FERMARSI A GUARDARSI, poi.

È QUESTO CHE DOVREMMO FARE OGNI GIORNO: qualunque sia stata la nostra scelta di vita e anche se magari è stata la vita a scegliere per noi…

Troppo facile, sennò, calzare gli abiti che qualcun altro (il MASCHIO) ha confezionato per noi e andare avanti facendo finta di niente

e poi, ricordarci sempre, che ci sono posti in cui la rivoluzione femminista non c’è mai stata…

Penso all’Africa all’Iraq, all’Afghanistan… e penso anche a tutti quei luoghi, anche della nostra società, in cui la donna è ancora ogni giorno realmente VITTIMA

Auguri a tutte!

Pubblicato il 8/3/2007 alle 10.43 nella rubrica Il Rospo.

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