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oh non ti dare arie
di superiorità.


solo uno sguardo io vidi degno di questa.
era un bambino annoiato in una festa.
(sandro penna)


bacio che sopporti il peso della mia anima breve in te il mondo del mio discorso diventa suono e paura. (alda merini)

"Per quanto tu possa camminare, e neppure percorrendo intera la via, tu potresti mai trovare i confini dell'anima:
cosi profondo è il suo lògos." (Eraclito-V sec. a.C.)


Image, Source: published print (The Golden Age of Jazz, Pomegranate Artbooks)



O demone in un attimo mi porti lontano verso di lui che crudelmente mi bacia in cerca di una avventura. (Alda Merini)

Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un po' della tua ghiaia
un po' del tuo sale azzurro
un po' della tua infinità
e un pochino della tua luce e della tua infelicità.
Ci hai saputo dir molte cose sul tuo destino di mare
eccoci con un po' più di speranza
eccoci con un po' più di saggezza
e ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare. (N. Hikmet)


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Vivo sonhando, sonhando mil horas sem fim
Tempo em que vou perguntando, se gostas de mim
Tempo de falar em estrelas,
Falar de um mar, de um céu assim
Falar do bem que se tem mas você não vem, não vem
Você não vindo, não vindo a vida tem fim
Gente que passa sorrindo zombando de mim
E eu a falar em estrelas,mar, amor, luar
Pobre de mim que só sei te amar... (Joao Gilberto)


There is a solitude of space
A solitude of sea
A solitude of death, but these Society shall be Compared with that profounder site
That polar privacy
A soul admitted to itself
Finite infinity. (Emily Dickinson)


Questo blog non è un essemmesse!

Cançao do mar

Fui bailar no meu batel
Além do mar cruel
E o mar bramindo
Diz que eu fui roubar
A luz sem par
Do teu olhar tão lindo

Vem saber se o mar terá razão
Vem cá ver bailar meu coração

Se eu bailar no meu batel
Não vou ao mar cruel
E nem lhe digo aonde eu fui cantar
Sorrir, bailar, viver, sonhar...contigo


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Il Rospo
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19 marzo 2008

Imprenditori

Sono stanca, nauseata di vedere la patina lucida, colorata e attraente delle tante "storie di successo" della nostra amata Lucania (ma a dire il vero non ne ha il primato) che classicamente poi svelano quanto segue: lui, o lei, classicamente figlio o figlia di paparino ricco che mette a disposizione spazio soldi e conoscenze per far giocare il pargoletto al piccolo self-made-man che sia di self made che di man (o woman) ha poi in realtà ben poco e - dietro i sorrisi smaglianti sfoggiati nelle pubbliche occasioni, ovvero nel  RETROBOTTEGA, normalmente avviene che esiste una squadra di lavoratori che si carica CONCRETAMENTE di quello che si definisce "rischio di impresa".
Come: stipendi non pagati o pagati  in maniera "flessibile" a seconda delle esigenze e disponibilità aziendali,  sottoinquadramenti, finti part time, lavoro straordinario non pagato e, ovviamente, stagisti eterni e - al momento giusto - persone sbattute via come ci si libera dei mobili vecchi.

Per fortuna non tutta l'impresa è così, certo... ma una cosa è sicura... per quante aziende ho visto chiudere, da un lato c'era lui: l'imprenditore, a cadere SEMPRE (o quasi) in piedi; dall'altra loro: i lavoratori, tra sussidi, disperazione, solitudine...

Politically uncorrect? Scusate, ma non ho molta voglia di essere "aggraziata", ultimamente...


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14 settembre 2007

Un giorno di ordinaria follia...

ore 13: partenza da sede cgil in via del Gallitello (secondo palazzo a destra scendendo da via Anzio);
ore 13 e 40: arrivo uscita Potenza centro, via Ponte Musmeci;

nel mezzo:

insulto da pedone sbandato in cerca di strisce pedonali;

3 mancati tamponamenti + 5 quasi  scontri laterali;

ansia da prestazione nel corso di tentativo cambio corsia;

minaccia verbale da donna con prole per sorpasso avventato;

1 frizione consumata;

ilarità di passante su condizioni esterne Fiestina (signori' c'è il lavaggio là sopra!)

il tutto condito da:
120 gradi farhenheit all'interno dell'abitacolo;

per fortuna è venerdì...




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5 luglio 2007

Cultura berlusconiana

Provate ad immaginare Ciriaco de Mita o Giovanni Spadolini che affermassero: "sono andato in tv ma non mi hanno dato il tempo per replicare alle stronzate di Berlinguer".

Il berlusconismo, come il fascismo, è stato ed è soprattutto una cultura che, ahinoi; ha pervaso un po’ tutti, anche la sinistra.
Se c’è stato un vero sovversivo nella storia italiana questo è stato il Silvio.

Alcune delle più significative parole chiave del berlusconismo:

  1. Me ne frego (sono talmente bravo che a me tutto è permesso).
  2. Comunisti! (Mccarthy docet, e non solo)
  3. Cazzo e cazzotto (dopotutto, non è colpa nostra se dio le ha volute così)
  4. Siamo favorevoli agli omosessuali e ai negri, purchè i ddue fenomeni non si presentino contemporaniamenti (v. Robertetti/Guzzanti)
  5. ...

(Sono ben accetti suggerimenti o segnalazioni su eventuali mancanze)


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4 luglio 2007

Ritratto di Signora (ovvero sulla solidarietà femminile e sulle pari opportunità, ovvero sui pezzenti della politica)

 Il suo nome non posso farlo, ma credetemi, Lei è davvero una Signora.

La incontro stamattina, io diretta verso l’ufficio, lei verso il tavolo della presidenza di un importante consesso. Ciao ANNA, mi fa. Ciao, le rispondo.

E ripenso al suo singolare e rapido percorso: da oppositrice tout court e paladina del libero pensiero (Kraus=la libertà ce l’abbiamo ora ci vorrebbe il pensiero) a rampante dirigente in carriera, cane da guardia dell’ortodossia e della tutela della sacralità dei nomi e dei simboli.

Osservo, non potendo fare a meno di girarmi e seguirne il passo cadenzato e fiero, il suo tailleur gessato rosso sangue e la messa in piega fresca di bigodino. E ripenso alle tante volte in cui, prima del decollo, ovvio, l’ho osservata pensando che mi ricordava tanto la mia povera nonna in quei giorni di settembre dediti alla lavorazione dei pomodori e della salsa.

Penso, inoltre, ai recenti e sanguigni suoi interventi a difesa delle pari opportunità e delle donne.

Rifletto, inoltre, sul fatto che, ovviamente, questo suo rapido mutar di pensiero e d’attitudine è avvenuto, casualmente, ovvio, in coincidenza con il suo ingresso all’interno dei dirigenziali assetti.

E concludo, infine, che se si candiderà, io la voterò.

Dopotutto, ognuno si merita i governanti che ha.




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2 luglio 2007

DEMOCRAZIA DEI CONSUMI (pessimismo e fastidio)

Se penso alla politica e – in generale - ai luoghi di partecipazione, oggi, nessuno escluso, mi sembra talvolta di percepire davvero una chiusura reale di questi nei confronti di CHIUNQUE, a prescindere dalle capacità e dai meriti, voglia entrarvi e realizzarvi un percorso reale; a meno che non si sia disponibili alla totale organicità ai gruppi di potere esistenti.

Non posso fare a meno di pensare che siamo in uno stato di democrazia “fittizia”: illusoriamente, l’unico vero spazio di scelta che ci resta è il supermercato!

Il lunedì è sempre lunedì, ahivoi…








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12 giugno 2007

Ritratto del Trombone...

 

Il trombonismo è una malattia contagiosa, molto diffusa nella classe politica e sindacale.

La nostra bella terra è una delle aree maggiormente colpita da questo flagello.

Il trombonismo non ha età, né appartenenza politica.

E’ diffuso ovunque, tra i giovani e i meno giovani, a destra, a sinistra o al centro.

La persona affetta da trombonismo presenta sintomi assolutamente inequivocabili. La sua presenza in un pubblico dibattito normalmente semina il panico tra i presenti, che già prefigurano ore di angoscia e disperazione claustrofobica.

Il trombone è assolutamente non in grado di percepire la necessità del possesso di competenza nell’affrontare qualsiasi argomento: dall’economia, alla politica, dalla sanità ai trasporti, dalle politiche per la famiglia alle nuove tecnologie, il trombone affronta spavaldo qualsiasi discussione, qualunque sia il livello dei partecipanti, e sempre si proclama “speranzoso di apportare il suo umile contributo al dibattito”.

In qualsiasi occasione, da un convegno ad un’assemblea, da una riunione di organismi interni al comizio in una pubblica piazza, dall’inaugurazione di un negozio alla cerimonia di apertura di un nuovo parcheggio, il trombone è presente, in qualità di “Amministratore” o “Dirigente” o “Segretario”.

La capacità di comunicare per lui è rappresentata dall’utilizzo di termini ed espressioni quali: “sfruttare le sinergie”, “definire le priorità”, “coniugare le esigenze”. O ancora: “aprire una nuova fase”, “perseguire un rinnovamento profondo” oppure “implementare il modello organizzativo” o ancora “riattivare rapidamente le energie”…

Il trombone ha un assortito repertorio retorico, con frasi adatte ad ogni situazione: da “dare spazio alle giovani generazioni”, a “creare le condizioni per la realizzazione della effettiva presenza delle donne nei livelli dirigenziali”, oppure “valorizzare il patrimonio rappresentato dagli anziani”.

Normalmente, in ogni dibattito che si rispetti, è presente almeno un trombone. A prescindere da quale ruolo egli abbia nel contesto, incurante del tempo a disposizione per ciascun intervento, e a prescindere dal fatto che la platea sia numerosa o esigua, il trombone audacemente si lancia nella sua oratoria, mai meno lunga di un intervento oceanico stile Fidel.

Tra i presenti, cominciano a verificarsi episodi di malessere fisico e psicologico (nausea, stordimento, colpi di sonno, attacchi di panico)… ma noncurante, il trombone prosegue fino in fondo deciso a portare a termine la sua missione.

Quando il moderatore, a circa 45 minuti dall’inizio di quello che doveva essere un “breve saluto accompagnato da qualche considerazione”, comincia a ticchettare la penna sul microfono per sollecitare la chiusura, il trombone sorride e afferma di essere “quasi alla conclusione”; e prosegue imperterrito per almeno altri 45 minuti.

Non ce ne voglia, chi si riconosce in questo ritratto… anche se, bisogna dirlo… il trombone è dotato di uno scarsissima propensione all’autocritica (che invece puntualmente suggerisce agli altri). Il male peggiore è naturalmente quello delle vittime contagiate che si dividono in due “macroguppi” (per usare un termine a lui caro): coloro che restano colpiti e assuefatti e ne divengono subito pupilli ed emulatori, e coloro che invece traumatizzati dal discorso-tromba che – poveri ingenui malcapitati - hanno dovuto subire, si allontanano definitivamente da ogni ambito di pubblica discussione.

La proposta è quella di fare come in USA ha fatto un gruppo di spiritose donzelle che ha ben pensato di istituire un sito dedito ai “men-not-to-date”, cioè una lista di uomini con cui non uscire per evitare delusioni o altro, dove qualsiasi donna può inserire il nome di un uomo con cui ha avuto “brutte esperienze” – un vero e proprio tam tam autogestito…

Si potrebbe pensare di istituire una lista di pubblici personaggi da non invitare mai ai dibattiti… che fosse questa la via per il vero rinnovamento della politica?




permalink | inviato da annarusselli il 12/6/2007 alle 17:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

8 marzo 2007

Siate libere!



non amo la retorica

in particolare, non amo la retorica al femminile… quella delle pari opportunità, delle quote rosa, delle commissioni di parità… ecc. ecc.

oggi, quindi, sparerò a zero e sarò politically un-correct

scusate, ma ritengo che oggi la questione della condizione femminile non sia più quella degli anni 70, in cui nulla era scontato, proprio nulla e bisognava conquistare tutto, o quasi…

credo sinceramente che il movimento femminista in quegli anni abbia prodotto una rivoluzione culturale vera e autentica di cui ancora oggi noi tutte possiamo godere i frutti

ma ora, è un’altra storia

oggi essere donne, nella società occidentale, ricca e consumistica, può voler dire anche altro

certo, c’è la condizione delle tante, troppe, donne violentate, sfruttate, precarie, disoccupate: vittime, insomma...

credo ANCHE, però, che un’immagine fortemente simbolica, significativa del nostro tempo è quella della soldatessa torturatrice di ABU GHRAIB

una donna carnefice non più portatrice di vita ma di morte

una donna che veste panni storicamente MASCHILI e che utilizza lo strumento tradizionalmente utilizzato dagli uomini, la violenza, per la sopraffazione del più debole...

insomma, voglio dire, che oggi la donna può scegliere!

non qualsiasi donna, certo, ma molte sì...

possono scegliere, in particolare, le donne dei partiti e dei sindacati: se adottare la logica maschile che è quella del POTERE da conquistare a qualsiasi prezzo o preferire la solidarietà, l’umanità, la SORELLANZA; se vendere sé stesse AGLI UOMINI in cambio di una poltrona o di un ruolo o essere, invece, LIBERE; se accorgersi delle difficoltà delle altre o, perché no, degli altri, o far finta di niente pur di rimanere dove si è.

Io credo che il patrimonio più prezioso delle donne sia quello che la nostra condizione storica e biologica ci ha donato: la capacità di essere UMANE, GENEROSE, di ragionare col CUORE, oltre che con la testa, di essere SAGGE, FRAGILI, EMOTIVE, la capacità di DONARSI, di ACCOGLIERE, di SOGNARE, di COMPRENDERE, di SAPER ASCOLTARE, di SAPER ABBRACCIARE, di SAPER SBAGLIARE, prima, e  FERMARSI A GUARDARSI, poi.

È QUESTO CHE DOVREMMO FARE OGNI GIORNO: qualunque sia stata la nostra scelta di vita e anche se magari è stata la vita a scegliere per noi…

Troppo facile, sennò, calzare gli abiti che qualcun altro (il MASCHIO) ha confezionato per noi e andare avanti facendo finta di niente

e poi, ricordarci sempre, che ci sono posti in cui la rivoluzione femminista non c’è mai stata…

Penso all’Africa all’Iraq, all’Afghanistan… e penso anche a tutti quei luoghi, anche della nostra società, in cui la donna è ancora ogni giorno realmente VITTIMA

Auguri a tutte!




permalink | inviato da il 8/3/2007 alle 10:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa

3 maggio 2006


c i n e m a ?

IL CAIMANO

Il film più brutto, pedante, noioso e supponente dell'anno.

VIVA ZAPATERO!
Divertente e decisamente politically uncorrect.
Qualche mal di pancia sarà venuto a qualcuno degli spettatori. Ho sentito dire: populista. Non credo. Semplicemente la (giusta) vendetta della Guzzanti nei confronti di tutti coloro (molti) che pur avendo la possibilità di fare qualcosa non l'hanno fatta. Se uno ha un potere e non lo esercita per non esporsi, vuol dire che, forse, quel potere non ce l'ha veramente! O forse...

I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN
Originale. Splendida fotografia. Attori bravissimi. Film di rottura.
Ma: il tempo sembrava non passare mai (e non perchè si stesse bene). Sarà stato il freddo della sala o qualcos'altro? MAH...




permalink | inviato da il 3/5/2006 alle 12:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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